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Festa della Madonna Bruna. Istituita nel 1380
dal pontefice Urbano VI, dal 1500 la festa subisce inserimenti profani nel suo
antico svolgimento mistico e popolare. Il "carro", strumento di
lavoro contadino, entra nella rappresentazione come simbolo e si trasforma;
diviene fastoso, impreziosito di fregi e statue in cartapesta, sfavillante di
colori. La celebrazione inizia con la processione dei pastori, all'alba, e
tocca i rioni della città. Il momento più significativo della festa si ha
quando il "carro", trainato da otto muli bardati, scende nel cuore
della città, preceduto dall'arcivescovo e dal clero e difeso dalla
"cavalcata", un manipolo di popolani con elmo e corazza. Giunto
nella piazza del duomo la statua della Vergine viene smontata dal
"carro" che ora può essere distrutto. I cavalieri gli si stringono
intorno e il "generale", responsabile del manipolo, comanda le
ultime mosse per non lasciare varchi agli assalitori. Tra lo sbigottimento
generale, il "Carro" trionfale, frutto di un lungo lavoro
artigianale, viene assalito e distrutto. Ogni pezzo preso, da quel momento è
reliquia. Alla sera un grande spettacolo pirotecnico chiude la manifestazione.
La festa si svolge il 2 luglio di ogni anno.

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