OMBRETTA

 

Sul vecchio ciliegio viveva una piccola foglia di nome Ombretta. Ombretta usava, soprattutto di sera, appoggiarsi al tronco e ascoltare la sua voce. Una sera sentì sospirare il vecchio ciliegio e gli chiese se c’era qualcosa che non andava. Il ciliegio rispose che le sue braccia sentivano vibrazioni strane che da giovane non aveva mai sentito.

 

Poi disse ad Ombretta che se voleva poteva ascoltare quelle strane vibrazioni che stavano arrivando. Ombretta, allora, gridò alle sorelle di stare zitte.

Ombretta vide nel cilelo due ombre nere velocissime volare sopra il grande albero: erano grandi uccelli senza piume, che volavano senza muovere le ali e che non si veravano mai
sulle piante.

Il vecchio ciliegio disse ad Ombretta che lui si sentiva stanco e che avrebbe preferito morire.
Nel mondo c’era un mistero che esso non riusciva a scoprire perché quegli uccelli non erano uccelli ma mostri figli dell’uomo. Per questo motivo era molto triste e le foglie, a sentire quelle parole, si preoccuparono.

 

Le foglie dissero al vecchio ciliegio che non volevano morire, ma che volevano vivere ed essere felici. Una foglia cominciò a cantare e tutte le altre cantarono insieme a lei la canzone della vita. A sentire quel canto il vecchio ciliegio si calmò e il suo cuore tornò a pulsare tranquillo; ma dentro di lui rimase il pensiero che forse l’uomo era diventato matto.

Un giorno vennero degli uomini cattivi che abbatterono il vecchio albero per farne un
mobile pregiato. E così il ciliegio aveva avuto ragione nel dire che l’uomo è matto e che stava distruggendo tutto con le sue mani.

 

 

 

I testi e i disegni di questo racconto sono dei bambini della classe 3° A della Scuola Primaria G. Rodari di Potenza e sono stati realizzati dopo aver letto, con l'ins.te L. Pica,  il libro "Bandiera" di Mario Lodi - Einaudi Ragazzi -

La realizzazione della pagina Web è a cura dell'ins.te A. Montesano

HOME