
Il vecchio ciliegio cominciò a sentire caldo e comandò ai suoi piedi di bere i succhi della terra. Così le radici di giorno e di notte succhiavano e mandavano il sangue
nuovo al corpo del vecchio ciliegio che gli serviva per lavorare.

La formica che passeggiava spesso sull’albero riusciva a sentire la linfa
circolare nei rami. Una mattina inciampò su qualcosa che sul
ramo non c’era mai stato.
Erano tante specie di bottoni profumati spuntati qua e là sui rami di tutto l’albero.

La formica era scocciata di dover far tanti giri per passare a causa di quei bottoni e si lamentò col ciliegio.
Questo gli rispose che se pazientava avrebbe visto cosa fossero quei bottoni.

Così la formica tute le mattine tornava a rimirare quei bottoni. Un giorno portò anche i figli e i suoi amici.Fecero una lunga fila che non finiva
mai e poi si sparpagliarono lungo tutti i rami del
ciliegio.

Ogni giorno anche queste formiche tornavano a guardare quegli strani bottoni sempre più grandi, finche’ nacquero delle foglioline verdi.

Un giorno una formica sentì una bella melodia e con tutte le altre scoprì che
erano le foglie che cantavano perché erano contente di essere al mondo. Era una dolce e vecchia musica che le nuove foglie
ripetevano ogni primavera.
Il vecchio ciliegio diventò così, pian piano
una famiglia di tante foglie verdi e lucenti.

Di lì a poco arrivò l’autunno e le belle foglie verdi cominciarono a cadere, caddero e caddero finchè il vecchio
ciliegio divenne spoglio e si riaddormentò coperto da
tanta neve bianca.
E mamma formica, vi chiederete?
Dovette aspettare la primavera per poter
sentire nuovamente sotto il suo corpo il dolce fruscio della linfa che scorre nell’albero.
I testi e i disegni di questo
racconto sono dei bambini della classe 3° A della Scuola Primaria G. Rodari di
Potenza e sono stati realizzati dopo aver letto, con l'ins.te L. Pica, il
libro "Bandiera" di Mario Lodi - Einaudi Ragazzi -
La realizzazione della pagina Web
è a cura dell'ins.te A. Montesano
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